COMUNICATO STAMPA “Correttore genomico: una convenzione con l’ateneo trentino”

Published febbraio 21, 2019

COMUNICATO STAMPA

Correttore genomico: una convenzione con l’ateneo trentino

Firmata oggi dall’Associazione “OGNI GIORNO” per Emma Onlus e dall’Associazione per il sorriso di Ilaria di Montebruno Onlus per aiutare la ricerca a trovare una cura all’Atassia di Friedreich. Dalle due associazioni una donazione di 345 mila euro.

Trento, 15 febbraio 2019 – Il 30 gennaio dello scorso anno una notizia ha fatto il giro del mondo: «Ricercatori dell’ateneo trentino hanno messo a punto la forma più avanzata al mondo di editing genomico». Al CIBIO dell’Università di Trento il team di ricerca della professoressa Anna Cereseto ha creato un “bisturi genomico” di precisione, che potrebbe permettere un avanzamento cruciale nella lotta contro le malattie genetiche e i tumori.

Oggi a Trento il rettore dell’ateneo Paolo Collini con Annalisa Bertazzon, legale rappresentante dell’Associazione “OGNI GIORNO” per Emma – Onlus di Carbonera (Treviso) e Luca Biggi, legale rappresentante dell’Associazione per il sorriso di Ilaria di Montebruno – Onlus di Montebruno (Genova) hanno sottoscritto una convenzione. Entrambe le associazioni sono attive nello stimolare la ricerca a trovare una cura per una patologia seria e impegnativa denominata Atassia di Friedreich.

Le associazioni si sono impegnate a donare alla campagna “Correttore genomico” 345 mila euro che serviranno a finanziare una linea di ricerca specifica su questa patologia. Il progetto denominato “Rescuing physiological expression of the frataxin gene in Friedreich Ataxia through translational genome editing” avrà la durata di tre anni. Sono stati erogati contestualmente alla firma 50mila euro per avviare il lavoro.

Il professor Alessandro Quattrone, direttore del Dipartimento CIBIO di Trento, spiega: «L’atassia di Friedreich è unamalattia genetica prodotta dalla mutazione di un gene (chiamato fratassina) il cui effetto è di causare una perdita della funzione di coordinamento muscolare che peggiora progressivamente, insieme a problemi cardiaci». Le competenze acquisite con l’attività di ricerca sui metodi per migliorare l’efficacia del correttore genomico verranno applicate a questa patologia genetica rara. «L’obiettivo del progetto – aggiunge Quattrone – è quello di adattare la tecnologia del correttore genomico alla riparazione di questo tipo specifico di lesione in cellule provenienti da pazienti, in modo da ottenere una prova di principio della possibilità di impiego di questo metodo per affrontare malattie genetiche rare».

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