L’atassia di Friedreich (FRDA) è una patologia multisistemica che colpisce vari tessuti, tra cui cuore e muscoli, rendendola estremamente complessa da trattare per l’elevata variabilità inter-paziente, tanto da richiedere un farmaco innovativo nella struttura molecolare, non specifico per un singolo tessuto ma mirato alle alterazioni mitocondriali – centrali nella produzione di energia a rilascio prolungato, distinta da quella a pronto rilascio.
La frataxina, proteina deficitaria nella FRDA che risiede nei mitocondri e ne sostiene la funzione energetica, genera alla sua carenza deficit tissutali distinti per fabbisogno specifico, richiedendo interventi tessuto-specifici con impatti economico-sociali devastanti su sistema sanitario e famiglie, per cui nuove terapie non solo migliorano le prospettive cliniche ma mitigano anche il senso di isolamento familiare.
Sebbene gli studi terapeutici siano aumentati rispetto a dieci anni fa, pochi sortiscono effetti concreti – specie nell’incremento di frataxina nei tessuti –, con opzioni attuali come Skyclarys (sintetico USA, approvato post-fasi 1-3, che rallenta il peggioramento) e il drug repositioning di etravirina (promettente ma da validare).
Nell’ottica di identificare un trattamento per FRDA, abbiamo iniziato un percorso di ricerca con nanoparticelle di oro dal 2017. Le nanoparticelle d’oro, grazie alle dimensioni ridotte che consentono di penetrare cellule e mitocondri riducendo lo stress ossidativo da deficit di frataxina, hanno dimostrato in modelli murini di FRDA un miglioramento della resistenza motoria, della precisione dei movimenti, della funzione cardiaca e muscolare, preservando i neuroni nelle aree colpite. Questi dati sono stati validati su linee cellulari FRDA, incluse microglia, cellule immunitarie del SNC cruciali per contrastare l’infiammazione neurodegenerativa.In queste cellule, le nanoparticelle hanno ridotto i marcatori pro-infiammatori e, sorprendentemente, ripristinato la produzione di frataxina, un risultato clamoroso da approfondire che rafforza le evidenze sperimentali.
Sempre nell’ottica di un’applicazione clinica, abbiamo poi identificato biomarcatori ematici di efficacia su cellule ematiche da ampia coorte FRDA, definendo un range dose-efficacia anti-infiammatorio e stratificando per età e gravità sintomatica (lievi, moderati, gravi), con risposta positiva in tutte le categorie.
Ora affrontiamo la fase critica di tossicità per garantire sicurezza assoluta come esigono le agenzie regolatorie, superata la quale partirà la fase 1 di uno studio clinico con selezione pazienti per criteri di inclusione/esclusione ancora da definire.
Questo lavoro, oneroso in tempo e risorse, deve il successo a collaborazioni con Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, colleghi medici e sanitari di vari enti nazionali ed internazionali, pazienti, famiglie e associazioni, per cui ringrazio calorosamente Italo e Annalisa dell’Associazione “OGNI GIORNO per Emma” per il loro sostegno costante e la fiducia nel nostro team.
Breve riassunto incontro on line con i pazienti sull’avanzamento ricerca nanoparticelle d’oro, che si è
Svolto il 15 dicembre 2025 con il Prof. Yvan Torrente
Yvan Torrente, M.D., Ph.D
Full Professor of Neurology
Head of Stem Cell Laboratory
Department of Pathophysiology and Transplantation
Università degli Studi di Milano
Neurology Unit
Head of Unit of Cell and Gene Therapy
Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
— QUI IL RIASSUNTO IN PDF —
Un carissimo saluto.
Annalisa



